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dal blog “Vieni avanti Pechino” (Corriere.it)


Lettera del Dalai Lama (forse)

di Roberto Perrone



Gentili atleti e giornalisti italiani


Vi ringrazio per il vostro interesse, sebbene manifestato prima o dopo l’Olimpiade e non durante, a gare in corso, sui podi olimpici o alla cerimonia d’apertura.


Ma vi capisco, tutti teniamo famiglia (io ho Richard Gere che mi posteggia la Lancia sul vialetto d’ingresso e Roberto Baggio che mi palleggia in soggiorno) e voi avevate le gare di una vita da disputare. Per cui va bene così.


Volevo ringraziarvi perché basta un piccolo gesto per essere vicini a chi soffre, a chi è maltrattato e privato della libertà, ma vorrei sapere cosa ci faccio con due body da canoa, entrambi sudati.


Ma il Coni non vi paga la lavanderia?


Comunque adesso basta, per favore, perché ho la casa piena di roba e non so più dove metterla.

Soprattutto, di molti oggetti non so cosa farne.


Il body della Idem mi cade male sui fianchi, quello di Rossi è di otto taglie più grande della mia. Scusate, no, mica per altro, ma dopo aver estorto alla Idem un body, a Rossi non gli potevate chiedere una pagaia?


Se andate da Rossano Galtarossa chiedetegli la barca, con tutti i remi e tutti i rematori.


La calottina di Calcaterra è carina, la uso per coprirmi le orecchie nelle sere fredde.


Anche la maschera della Granbassi è un dono utile: ci pratico l’apicoltura.


Coi guantoni di Russo ci spacco le noci, ma il costume strappato della Pellegrini non me lo metto. Ma uno nuovo non c’era? E soprattutto, non ce n’era uno normale, sapete come quelli di una volta, modello Spitz?


Cari amici italiani,

l’Olimpiade è finita e spero che vi ricorderete di me e dei problemi della mia gente anche quando sarete tornati a casa.


Statemi bene e salutatemi la ministra Meloni.


Cordialmente

Tenzin Gyatso, XIV Dalai Lama

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